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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2017

Higuain abbatte il Milan

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E' difficile descrivere due reti bellissime come quelle che il Pipita ha segnato ieri. Due capolavori di tecnica, rapidità, precisione: esiste un unico centravanti in Serie A capace di realizzare gol del genere e si chiama Gonzalo Higuain. E' inutile girarci intorno: nel campionato italiano ci sono diverse punte di alto livello, che si contendono il primato della classifica dei capocannonieri, Immobile, Dzeko, Icardi. Ma, a prescindere da chi la vincerà, Higuain ha qualcosa di unico e irripetibile. Perché Higuain, a differenza degli ottimi giocatori citati, è un fuoriclasse. La partita di ieri è questo: da una parte una squadra di buoni giocatori (anche se assemblati male) dall'altra una formazione di campioni, sia in campo che in panchina. Il Milan non gioca neanche male in alcuni tratti: nei primi dieci minuti riesce a schiacciare la Juve nella sua metà campo. Dopo il primo gol subito ha due buone occasioni per pareggiare: il tiro ravvicinato di Kalinic, deviato da Buff…

Una Juve votata all'attacco

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Lo ha confermato la partita di ieri contro la Spal. L'attacco bianconero è veramente agguerrito, dieci gol nelle ultime due gare, 31 gol in dieci giornate con una media di oltre 3 gol a partita. Sicuramente è difficile fare qualche obiezione a questo reparto. La campagna acquisti, del resto, è stata tutta improntata a costruire una squadra decisamente offensiva, come dimostrano gli arrivi di Douglas Costa e di Bernardeschi; inoltre la crescita di Dybala e, in prospettiva, il prossimo rientro di Pjaca (salvo imprevisti) danno ulteriore forza al reparto avanzato della Vecchia Signora.  Quella di ieri è stata una sfida in cui la Juve ha voluto immediatamente chiarire la propria superiorità, con un dominio schiacciante, giocando per mezz'ora in una sola metà campo, quella dei ferraresi, travolti da due gol stupendi, il tiro al volo di Bernardeschi e la punizione imparabile di Dybala. Poi, si ripete l'errore che si è visto in altre partite, e che con la Lazio e l'Atalanta …

Il Napoli può vincere lo scudetto?

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Dopo sei anni di dominio totale juventino per la prima volta il Napoli dà l'impressione di poter vincere davvero il campionato. Nelle stagioni passate la Juventus è sempre stata la favorita assoluta, mentre da quest'anno i campani sembrano poter seriamente insidiare il primato della Vecchia Signora e non per demeriti dei bianconeri (come accadde due anni fa quando, però, dopo una partenza sbagliata, gli uomini di Allegri realizzarono una rimonta prodigiosa sorpassando tutti gli avversari). La Juve infatti ha, a questo punto del campionato, un punto in più dell'anno scorso. Certo che è difficile dire, dopo appena nove giornate, se la squadra di Sarri può davvero ambire al tricolore. Cerchiamo di capire quali sono quindi le ragioni che potrebbero indurla all'ottimismo o meno.
Pro
- Il Napoli, contrariamente ad altre squadre, ha cambiato poco della rosa, gli uomini fondamentali rimangono più o meno gli stessi della stagione passata, i giocatori si conoscono alla perfezion…

Champions: un primo bilancio

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Concluse le partite di andata del girone di Champions, si possono trarre le prime conclusioni sul rendimento delle tre squadre italiane impegnate. Cominciamo col dire che c'è stata una squadra che ha ottenuto risultati al di sopra delle previsioni, la Roma, una che è in linea con le previsioni, la Juve, e una molto al di sotto di ciò che ci si aspettava, il Napoli. Nell'ultima partita, gli uomini di Di Francesco hanno dimostrato ancora una volta il loro valore, smentendo chi considerava a inizio stagione questa squadra indebolita rispetto alla stagione scorsa. In casa del Chelsea i giallorossi hanno disputato una partita eccellente, sfiorando persino la vittoria. I romanisti sono riusciti a dominare sul campo di una delle squadre più forti d'Inghilterra e non si sono lasciati per nulla irretire dal doppio vantaggio - immeritato - dei blues. Un Dzeko straordinario, che sta attraversando il miglior periodo di forma della sua carriera, ha firmato due reti bellissime, permett…

3 punti, ma brutta partita

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3 punti fondamentali con cui la Juve si porta al secondo posto del girone, ma ottenuti dopo una partita giocata male che i bianconeri hanno rischiato di pareggiare.  Continuano a manifestarsi i soliti problemi in difesa e lo dimostra subito l'autogol di Alex Sandro, dopo 12 minuti. La squadra di Allegri reagisce nella parte centrale del primo tempo (e riesce infatti a trovare il pareggio grazie a una punizione perfetta di Pjanic) ma nel secondo tempo, a parte qualche sprazzo, non riesce a creare azioni pericolose. Buffon è poco impegnato, è vero, ma la Juve appare poco brillante e con poche idee in fase di costruzione oltre a correre dei rischi sui contropiedi dei portoghesi (a parte Chiellini impeccabile, Benatia e Alex Sandro commettono diversi errori, anche gravi e Sturaro non sarà mai neanche decente come terzino). La rete del vantaggio arriva infatti soltanto grazie alle qualità individuali degli uomini migliori: Douglas Costa appena entrato crossa in modo perfetto per Mandzu…

I grandi esclusi dal Mondiale

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Durante le qualificazioni per i Mondiali del 2018 in Russia ci sono state diverse sorprese, ad esempio la qualificazione dell'Islanda come prima del suo girone, dopo che gli scorsi Europei avevano già rivelato la crescita di questa nazionale, capace di battere l'Inghilterra e arrivare fino ai quarti di finale. Ma ci sono state diverse formazioni titolate che hanno rischiato di essere eliminate. Prima fra tutte l'Argentina, che col migliore attacco al mondo, ha rischiato di non essere presente tra le 32 che andranno in Russia: la squadra di Sampaoli è riuscita a qualificarsi solo all'ultima giornata, nonostante la fase qualificatoria sudamericana non sia certo tra le più dure, grazie a un tripletta di Messi contro l'Ecuador. Ha rischiato anche la Croazia, che in caso di sconfitta in Ucraina avrebbe dovuto rinunciare a partecipare al torneo più prestigioso. Ma la squadra di Mandzukic ha vinto raggiungendo il secondo posto del gruppo e accedendo così agli spareggi. S…

C'è solo il risultato

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Perché il gioco lascia sempre a desiderare. È vero, rispetto alla partita con la Macedonia in Albania l'Italia ha giocato leggermente meglio, ma il livello dell'avversario era comunque modesto e l'Italia è riuscita a strappare un gol solo verso la mezz'ora della ripresa: un bel cross di Spinazzola che serve Candreva il quale controlla e batte Berisha, La formazione di Panucci si è resa pericolosa soltanto con tiri da fuori area (e per poco non Grezda, grazie a una deviazione fortuita, non trovava la rete) ma l'Italia non crea molto di più. Con un centrocampo assente, Insigne è l'unico vero regista: arretra a prendere palla, va via in dribbling, inventa. Sulla sinistra meglio Spinazzola ieri sera che Darmian contro la Macedonia. Candreva non è perfetto ma ci voleva un ala vera su quella fascia. Eder poco incisivo. Bonucci in crescita. Per il resto il solito centrocampo avulso dal gioco (che per il calcio è quasi un ossimoro) la palla transita solo lungo le fasc…

Quando l'Italia batteva la Germania

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È la sera del 28 giugno 2012 e a Varsavia sta per cominciare la semifinale dei campionati europei di calcio tra Germania e Italia. I tedeschi vengono da una serie impressionante di vittorie: hanno battuto Portogallo, Olanda e Danimarca nel girone eliminatorio, superando poi ai quarti di finale la Grecia per 4-2. L'Italia allenata da Cesare Prandelli, invece, ha ottenuto nel proprio gruppo due pareggi contro i campioni del Mondo della Spagna e contro la Croazia di Mandzukic, vincendo poi contro l'Irlanda allenata da Trapattoni, e infine eliminando l'Inghilterra di Roy Hodgson ai calci di rigore. Si affrontano due compagini che attraversano un ottimo momento di forma. Della squadra di Low si teme soprattutto il reparto offensivo, formato da Kroos, Oezil e Podolski a supporto di Gomez. Il punto forte degli azzurri è invece indubbiamente il centrocampo, composto da De Rossi, Pirlo, Marchisio e Montolivo, ma la squadra di Prandelli è agguerrita anche in attacco, potendo schier…

Come rendere l'Italia vincente

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La partita contro la Macedonia, e prima ancora quella contro Israele, hanno evidenziato gravi carenze nella squadra azzurra. Alcune scelte di Ventura si sono rivelata sbagliate. Ci sono alcuni cambiamenti da fare per tornare a un'Italia non dico brillante, ma quantomeno vincente e concreta. La seguente è la formazione che avrei fatto giocare ieri, che schiererei contro l'Albania e, perché no, anche nello spareggio per accedere ai Mondiali.
Modulo I tre attaccanti non hanno funzionato. Passerei quindi alle due punte. Si potrebbe tornare al 3-5-2 contiano, ma Ventura predilige il gioco sulle fasce; allora meglio mettere due ali vere e proprie che due mezzali adattate. Dunque perché non puntare su un classico 4-4-2?

La formazione
In porta, neanche a dirlo, Buffon. Resta ancora il miglior portiere, checché se ne dica, l'anagrafe, per i grandi di questo ruolo, spesso non conta ed esistono diversi precedenti, di cui il più famoso è senz'altro quello di Dino Zoff, che vinse un …

Italia-Macedonia. Analisi e pagelle

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"L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare!" per dirla come il grande ciclista Gino Bartali. Non ci sono parole migliori per riassumere l'Italia che ha giocato ieri sera contro la Macedonia. Sapevamo che questa non è una delle migliori nazionali mai viste e contro la Spagna, che può permettersi di tenere in panchina Morata, si può perdere, anche 3-0: ma certo contro una squadra mediocre ci si attendeva qualcosa di meglio, soprattutto dopo la brutta prestazione con Israele, altro avversario non certo irresistibile. Ventura decide di schierare un 3-4-3, altro esperimento (e non si capisce quanto questi esperimenti, alle soglie del Mondiale, dovranno ancora durare) anche questa volta fallimentare. Ripropone la BBC, che però sembra lontana dai fasti del passato. A centrocampo Gagliardini e Parolo e come esterni Darmian e Zappacosta, mentre in attacco Insigne e Verdi a fare da mezzali dietro Immobile. Qualche lampo nel primo tempo grazie a un paio di iniziative di Insi…

Storia di una vittima dei tifosi

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Moacir Barbosa Nascimento è stato uno dei più forti portieri brasiliani di tutti i tempi. La sua carriera è stata costellata di successi: ha vinto sei campionati nazionali e una Coppa dei Campioni del Sudamerica con il Vasco Da Gama. Con la nazionale ha vinto la Coppa America nel 1949. L'anno dopo, ha difeso la porta del Brasile nel Mondiale giocato in casa dai verdeoro (che in realtà allora giocavano con la divisa bianca). Barbosa è stato uno dei componenti di una squadra fortissima, per tutti allora destinata a vincere la competizione: oltre a lui ci sono campioni come Jair, Zizinho o il centravanti Ademir.  Il Brasile giunge sino in finale e tutti lo considerano già il vincitore della Coppa del Mondo, per la prima volta nella sua storia. Allo stadio Maracanà, davanti a duecentomila spettatori già in festa sicuri del successo, affronta l'Uruguay. La profezia sembra confermarsi quando, al primo minuto della ripresa, Friaça, l'ala destra, con un preciso diagonale batte Mas…

Cosa sta succedendo all'Argentina?

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Una squadra con i più grandi campioni, soprattutto nel reparto offensivo. L'Argentina infatti è forse la nazionale con il migliore attacco del mondo: Messi, Dybala, Higuain, Gomez, Icardi, cui sono da aggiungere altri di indubbio valore, come Di Maria o Mascherano, che rendono questa squadra una delle candidate alla vittoria dei prossimi Mondiali in Russia. Sempre che riesca a qualificarsi. Perché in questo momento, a una solo giornata prima della fine delle qualificazioni sudamericane a girone unico, l'Argentina è sesta, posizione che non le permetterebbe di accedere alla fase finale della Coppa del Mondo.  Dopo aver perso contro la Bolivia e aver pareggiato col Venezuela, le ultime due in classifica del girone, i biancocelesti hanno giocato ieri sera una partita decisiva contro il Perù e, in caso di vittoria, avrebbero potuto ottenere la qualificazione. Ma l'esisto non è stato come ci si aspettava.  Ancora una volta il selezionatore Sampaoli decide inspiegabilmente di n…

Follie catalane: il Barcellona in Serie A

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È la controversa proposta di Gerard Figueras, direttore generale dello sport della Catalogna: se i catalani ottenessero l'indipendenza, le loro squadre - Barcellona, Espanyol e Girona - dovrebbero decidere se continuare a giocare nella Liga o in un campionato estero, come quello inglese o quello italiano. Infatti, in caso di indipendenza della Catalogna, la Liga perderebbe molto del suo fascino. Inoltre se una squadra come il Barcellona giocasse in un campionato a parte con sole squadre catalane, passerebbe a una competizione di livello decisamente inferiore, con tutto ciò che ne conseguirebbe a livello di diritti televisivi e sponsor: ovvero minori entrate per il club. Tuttavia, nel caso in cui la regione più orientale della penisola iberica diventasse indipendente, le sue squadre sarebbero straniere rispetto alla Spagna; perché quindi dovrebbero continuare a giocare nella Liga? Ancora meno comprensibile la ragione per entrare a far parte di campionati che non vi hanno nulla a ch…

Non è da un rigore che si giudica un campione

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"Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore/ non è mica da questi particolare che si giudica un giocatore" cantava Francesco De Gregori. Invece tifosi e giornalisti non mancano mai di crocifiggere chi sbaglia un tiro dal dischetto. Le vittime illustri di questa abitudine non mancano: si ricorderà Roberto Baggio, che fallì il rigore nella finale dei Mondiali contro il Brasile nel 1994. Un altro è stato Simone Zaza, fatto entrare da Conte sul finale del quarto di finale tra Italia e Germania proprio per calciare uno dei cinque rigori, che egli però ha sbagliato. Da allora l'attaccante è stato fatto oggetto di ingiurie e ironie da parte di molti. Eppure avrebbe meritato senz'altro la convocazione in nazionale per l'ottimo campionato che sta disputando in Spagna con la maglia del Valencia, almeno prima del grave infortunio nel quale è incorso poche ore fa, ma inspiegabilmente non è stato considerato da Ventura. Infine Paulo Dybala, su cui è stata scaricata…

Il futuro di Ancelotti

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Esonerato dal Bayern, il tecnico emiliano si trova ora senza squadra. Ma quale potrà essere la sua prossima panchina?  Pare ci sia l'interessamento del Milan: nel caso in cui i rossoneri perdessero anche il derby dopo la sconfitta in casa contro la Roma, il contratto di Montella potrebbe essere rescisso. I dirigenti milanisti sono perciò in cerca di un sostituito nell'eventualità, sempre più probabile, che la squadra non riesca a risollevarsi. Ancelotti sembra essere il candidato ideale: ha già allenato il Milan lasciando un ottimo ricordo tra i tifosi rossoneri, inoltre ha accumulato in questi anni una notevole esperienza. I trionfi già ottenuti (ha praticamente vinto tutto a livello di club) potrebbero renderlo propenso - contrariamente ad altri allenatori più giovani e affamati tipo Conte - ad accettare l'offerta di una squadra ancora in costruzione e che non punta nel breve periodo a trofei importanti.  Tuttavia è dubbio che Carlo torni nella squadra che ha allenato p…

Storia di un campione del mondo

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Nel 2000 il Verona acquistata uno sconosciuto centrocampista ventiquattrenne dalla squadra messicana del Cruz Azul. Il suo nome è Mauro German Camoranesi. Il giocatore argentino è una rivelazione per la Serie A; giocando come esterno di centrocampo disputa due ottime stagioni con la maglia dell'Hellas, segnando sette reti, che però non bastano a evitare la retrocessione ai veronesi nel 2002. Proprio nell'estate di quell'anno viene acquistato dalla Juve, che ricerca un esterno offensivo. Alla prima stagione con i bianconeri vince subito uno scudetto; vince il campionato anche nel 2005 e nel 2006 (titoli revocati dal tribunale federale). È uno dei fedelissimi, assieme a Buffon, Nedved, Del Piero e Trezeguet, che rimangono alla Juve nell'anno della retrocessione in B decisa dalla "giustizia" sportiva.  Ignorato dalla nazionale argentina viene convocato da quella italiana - avendo la doppia cittadinanza - di Marcello Lippi, il primo a credere in lui alla Juventu…

Come correggere il VAR

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Il Video Assistant Referee, meglio conosciuto con l'acronimo VAR, è senz'altro una delle innovazioni più controverse del calcio, introdotta da quest'anno in Serie A. Può certamente aiutare gli arbitri nel decidere su situazioni ambigue che in questo sport, contrariamente ad altri, sono piuttosto frequenti. Tuttavia, per come sta venendo usato, e per come il regolamento permette di usare, sembra finora aver provocato più problemi di quanti ne abbia risolti. Le difficoltà non risiedono nello strumento in sé, ma nell'assenza di regole certe circa il suo impiego. La partita Juventus-Atalanta, dove ci sono stati almeno tre gravi errori di arbitraggio, ha sicuramente evidenziato tutti i difetti nell'uso del VAR. Il primo problema è l'eccessiva discrezionalità dell'arbitro, che può decidere di avvalersene o meno senza nessun criterio prestabilito. In questo modo si possono creare, senza rendersene conto, disparità tra una squadra e l'altra. L'altro problem…

Dove può arrivare la Juve?

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"Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta" era il motto di Giampiero Boniperti che riassume la concezione della Juventus: è per questo che la Vecchia Signora ha conquistato 35 scudetti ed è la società italiana con più titoli. Dalla ricostruzione il club torinese ha vinto 6 campionati consecutivi, stabilendo un record per la Serie A. Ma rimane un ultimo scoglio da superare, ed è quello della Champions League. In questi sei anni la Juventus ha raggiunto due finali, ma le ha perse entrambe. Sicuramente non ha mai avuto fortuna con questa competizione: tutti i tifosi ricordano la finale di Manchester persa ai rigori col Milan nel 2003 o quella di Berlino nel 2015 contro il Barcellona, con il rigore non assegnato. Ma, a parte questo, bisogna riconoscere gli errori che sono stati commessi. La Juve non ha avuto in Champions la stessa ambizione che ha in campionato. Il problema non è che gli avversari sono più forti. Sarebbe un alibi troppo comodo. Sicuramente in ques…

Atalanta-Juventus

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Sembrava una passeggiata per i bianconeri. L'Atalanta veniva dalla trasferta durissima di Lione, ma senza poter contare sull'ampia rosa juventina. Gli uomini di Allegri passano subito in vantaggio con Bernardeschi, che approfitta di una respinta corta di Berisha sul tiro di Matuidi. Higuain subito dopo segna il 2-0. L'Atalanta non è brillante come al solito e la Juve sembra avere la partita in pugno. Poi però paga forse un calo di concentrazione e anche un eccessivo schiacciamento nella propria area a protezione del vantaggio. Fatto sta che alla mezz'ora del primo tempo Gomez, pressato da Bernardeschi, si lascia cadere al limite dell'area e l'arbitro fischia il fallo. Sulla punizione del Papu, Buffon respinge male e sul pallone si avventa Caldara che segna il 2-1. Il gol insperato dà morale ai bergamaschi che cominciano a giocare bene. Nel secondo tempo la Juve potrebbe chiudere di nuovo la partita: cross di Dybala, colpo di testa di Mandzukic e palle in rete.…

Perché ha vinto la Roma

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Milan-Roma è stata una partita equilibrata per 70 minuti, con il Milan che ha avuto persino l'occasione di andare in vantaggio, prima con un cross di Rodriguez, su cui André Silva arriva in scivolata ma senza riuscire a deviare in porta, e poi su un tiro potente di Bonucci in area, parato dall'ottimo Alisson.  La Roma risponde con Florenzi che lanciato da Pellegrini tira addosso a Donnarumma. Ma sono proprio i giallorossi ad andare in vantaggio, nel migliore momento del Milan, con un forte tiro di Dzeko. I romani raddoppiano cinque minuti dopo: il bosniaco serve Nainggolan che tira, il suo destro è respinto da Donnarumma proprio sui piedi di Florenzi, che segna. La partita dei milanisti è stata anche buona, fino al gol di Dzeko. Poi la squadra di Montella si è sfaldata, Calhanoglu, che aveva giocato un ottimo primo tempo, nervoso, si fa espellere. La Roma, invece, che tutti consideravano indebolita rispetto alla scorsa stagione e meno favorita per la vittoria finale rispetto a…