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Non è da un rigore che si giudica un campione

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"Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore/ non è mica da questi particolare che si giudica un giocatore" cantava Francesco De Gregori. Invece tifosi e giornalisti non mancano mai di crocifiggere chi sbaglia un tiro dal dischetto. Le vittime illustri di questa abitudine non mancano: si ricorderà Roberto Baggio , che fallì il rigore nella finale dei Mondiali contro il Brasile nel 1994. Un altro è stato Simone Zaza , fatto entrare da Conte sul finale del quarto di finale tra Italia e Germania proprio per calciare uno dei cinque rigori, che egli però ha sbagliato. Da allora l'attaccante è stato fatto oggetto di ingiurie e ironie da parte di molti. Eppure avrebbe meritato senz'altro la convocazione in nazionale per l'ottimo campionato che sta disputando in Spagna con la maglia del Valencia, almeno prima del grave infortunio nel quale è incorso poche ore fa, ma inspiegabilmente non è stato considerato da Ventura. Infine Paulo Dybala , su cui è stata ...

Quel gol di Del Piero...

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È il 4 dicembre 1994 e la Juventus deve affrontare in casa la Fiorentina di Batistuta . Una gara complicata, non solo per la presenza del bomber argentino, ma perché i bianconeri sono reduci da diversi infortuni che impediscono di giocare ai loro uomini migliori e soprattutto al migliore di tutti, un certo Roberto Baggio . Per la squadra di Lippi la partita si mette subito male e dopo mezz'ora i viola sono già in vantaggio di due reti, grazie alle marcature di Baiano e Carbone. Sembra una sconfitta inevitabile. Ma i bianconeri non lo accettano; il tecnico juventino con un paio di sostituzioni (dentro il giovane Tacchinardi e il croato Jarni ) cambia la partita e la Juve si riversa a testa bassa nella metà campo della Fiorentina. Riesce così ad acciuffare il pari con una doppietta di Vialli ; una rimonta insperata dei bianconeri che sembrano potersi accontentare anche del pareggio. Il risultato resta fermo sul 2-2 e sembra che tale dovrà restare fino al fischio finale. Ma neg...

Dybala, un astro nascente

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Come si fa a non amare Dybala ? Dybala non è soltanto un eccellente giocatore, Dybala è un artista del pallone , un pittore che dipinge su una tela verde la sua opera. Di calciatori bravi e bravissimi ce ne sono tanti. Di calciatori vincenti pochi. Di fuoriclasse pochissimi. Si chiamano appunto fuori-classe perché sono al di fuori di ogni quotidianità. Il fuoriclasse vive la sua vita (calcistica) al limite, al confine tra il possibile e l'impossibile, tra il pensabile e l'impensabile, ed è per questo che ha a che fare non solo col reale, ma con l'onirico. Egli può essere paragonato non solo a un artista, ma anche a un esploratore, perché il suo mestiere non è soltanto il bello, bensì anche il vero (e le due cose possono coincidere, come teorizzava un grande poeta). Il fuoriclasse infatti svela il lato nascosto della realtà, quello che nessuno conosce e che nessuno arriva a immaginare. Il fuoriclasse è allo stesso tempo inutile ed essenziale. È inutile perché le sue g...