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La Juve è tornata

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Poteva essere la partita che avrebbe segnato il distacco definitivo del Napoli. E invece la Juve ha deciso che non sarà così. Ora un solo punto distanzia i bianconeri dai napoletani. Napoletani che hanno confermato il loro calo di rendimento e la loro difficoltà sia fisica che mentale che si è vista nelle ultime partite.  Al contrario la condizione della Juve sembra essere in crescita , come dimostra la fase difensiva che è tornata quella di un tempo, con nessuna rete subita nelle ultime tre partite . I bianconeri cominciano subito aggredendo gli avversari con veloci contropiedi. Prima sfiorano il gol con Higuain , il quale però dopo pochi minuti fa ammutolire il San Paolo (come ormai sta diventando una consuetudine): Douglas Costa parte in velocità dalla propria metà campo, servendo Dybala , il numero 10 fornisce un assist perfetto per il Pipita , stop a seguire e tiro piazzato sul primo palo alla sinistra di Reina. Poi la squadra di Allegri chiude bene tutti gli spazi ...

Cambio di modulo per la Juve?

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Nella partita contro il Crotone Allegri ha provato uno schieramento inedito, un 3-4-3 con Dybala e Douglas Costa come trequartisti dietro a Mandzukic e Lichtsteiner e Alex Sandro trasformati in ali. La Juve ha avuto facilmente ragione dei calabresi (nella ripresa soprattutto, nel primo tempo ha un po' faticato) ma ciò non è dovuto al cambio di modulo. Sebbene se ne parli molto sui giornali, il problema dei bianconeri non è tattico.  Per come è costruita la rosa necessariamente qualche giocatore deve essere impiegato fuori ruolo. Con l'attacco a 3 come si è visto nell'ultima partita Douglas Costa e Dybala devono sacrificarsi in una posizione non loro e bisogna rinunciare a uno tra Higuain e Mandzukic (in questo caso l'argentino). In un 4-3-3 "largo" l'esterno brasiliano e un altro dello stesso ruolo come Cuadrado si integrerebbero alla perfezione; ma poi ci sarebbe il problema di Dybala che non troverebbe spazio, e ancora una volta bisognerebbe ...

I problemi della Juve

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Bisogna dirlo, la Sampdoria non meritava la vittoria. Ma ha saputo trarre il massimo dalle poche occasioni da rete che ha avuto. La Juve invece ha sprecato molto ed è stata poco concreta. Ma al di là di questo, non è la prima partita nella quale i bianconeri si trovano costretti a dover rimontare il risultato. La qualità dei singoli permette loro di creare sempre pericolo alla porta avversaria, ma manca quella convinzione , quella determinazione che l'hanno resa quasi imbattibile nella scorsa annata (fino almeno alla finale di Cardiff). I problemi non sono tanto in difesa, o perlomeno non solo. Sembra che la Juve non sia in grado in questo momento di mantenere la stessa concentrazione per 90 minuti e commette errori sia in fase di non possesso che di palleggio. Prima di svegliarsi deve subire un gol, a volte due. Ieri ne ha dovuti subire tre prima di decidersi a combinare qualcosa.  Probabilmente nell'ambiente bianconero c'è stato, a inizio stagione, un eccesso di ...

Una Juve votata all'attacco

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Lo ha confermato la partita di ieri contro la Spal . L'attacco bianconero è veramente agguerrito, dieci gol nelle ultime due gare, 31 gol in dieci giornate con una media di oltre 3 gol a partita. Sicuramente è difficile fare qualche obiezione a questo reparto. La campagna acquisti, del resto, è stata tutta improntata a costruire una squadra decisamente offensiva, come dimostrano gli arrivi di Douglas Costa e di Bernardeschi ; inoltre la crescita di Dybala e, in prospettiva, il prossimo rientro di Pjaca (salvo imprevisti) danno ulteriore forza al reparto avanzato della Vecchia Signora .  Quella di ieri è stata una sfida in cui la Juve ha voluto immediatamente chiarire la propria superiorità, con un dominio schiacciante , giocando per mezz'ora in una sola metà campo, quella dei ferraresi, travolti da due gol stupendi, il tiro al volo di Bernardeschi e la punizione imparabile di Dybala . Poi, si ripete l'errore che si è visto in altre partite, e che con la Lazio e l...

3 punti, ma brutta partita

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3 punti fondamentali con cui la Juve si porta al secondo posto del girone, ma ottenuti dopo una partita giocata male che i bianconeri hanno rischiato di pareggiare.  Continuano a manifestarsi i soliti problemi in difesa e lo dimostra subito l'autogol di Alex Sandro , dopo 12 minuti. La squadra di Allegri reagisce nella parte centrale del primo tempo (e riesce infatti a trovare il pareggio grazie a una punizione perfetta di Pjanic ) ma nel secondo tempo, a parte qualche sprazzo, non riesce a creare azioni pericolose. Buffon è poco impegnato, è vero, ma la Juve appare poco brillante e con poche idee in fase di costruzione oltre a correre dei rischi sui contropiedi dei portoghesi (a parte Chiellini impeccabile, Benatia e Alex Sandro commettono diversi errori, anche gravi e Sturaro non sarà mai neanche decente come terzino). La rete del vantaggio arriva infatti soltanto grazie alle qualità individuali degli uomini migliori: Douglas Costa appena entrato crossa in modo perfet...

Juventus - Olympiakos. Analisi e pagelle

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Una partita difficile per la Juve contro una squadra che ha mostrato una certa solidità difensiva, tutta chiusa nella propria metà campo, con rare incursioni in contropiede (che però hanno mostrato tutti i limiti tecnici dei greci). Il primo tempo si chiude a reti inviolate, soprattutto grazie alle parate del portiere Proto . Ma la Juve non è brillante come lo era stata contro il Torino, Cuadrado non ha la stessa incisività, sbaglia molti cross e rallenta l'azione, anche i centrali di centrocampo Matuidi e Bentancur (con Pjanic infortunato) sbagliano molto e Dybala fa fatica a liberarsi da una marcatura asfissiante. La Juventus costruisce le sue migliori azioni sulla fascia sinistra, grazie agli ottimi Alex Sandro e Douglas Costa , che di partita in partita sembrano ritrovare la migliore condizione. Nel secondo tempo la Juve aumenta l'intensità, ma c'è bisogno di una sostituzione di Allegri per cambiare il risultato: fuori un Cuadrado poco brillante e dentro Higua...

Le italiane in Champions

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Un rapporto difficile, fatto di momenti di esaltazione, ma anche di sofferenze. I club italiani sono stati per lungo tempo i dominatori d'Europa. La Juventus di Platini negli anni Ottanta, che vinse la Coppa Campioni oltre alla Coppa Intercontinentale e alla Supercoppa Europea, il Milan di Sacchi , a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, la Juve di Lippi , che nel 1996 alzò il trofeo, poi una finale di sole italiane, quella tra Milan e Juve nel 2003, infine l' Inter di Mourinho .  Poi una lunga notte: la ricostruzione della Juventus, dopo la retrocessione e l'espropriazione di un paio di scudetti imposta dai tribunali sportivi, la crisi delle milanesi. In questo tempo il Napoli e la Roma sono riemerse come nuove formazioni valide nel campionato italiano (seppure finora mai vinto) ma non ancora in grado di competere con i maggiori club d'Europa. La Juventus è la sola, in questo periodo, ad essere riuscita a raggiungere nuovamente i massimi livelli continentali,...