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Dani, la juve non ti rimpiange

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Intervistato al Gran Galà del calcio , Dani Alves ha espresso le sue opinioni su calcio italiano. Queste le sue parole:  Con i miei compagni ne avevo già parlato, sono andato alla Juve anche per far capire al calcio italiano che poteva migliorare e alzare il livello. Ma non sono stato capito, volevo fare qualcosa in più ma sentivo che non era facile per me, non ero felice come lo sono abitualmente e questo mi costava fatica. Per questo ho deciso di non proseguire. Ovviamente ogni giocatore è libero di decidere cosa fare della propria carriera e quali squadre scegliere, così come i club possono decidere se acquistare o cedere alcuni elementi della rosa. Ma dire che lui andava alla Juve per "far capire al calcio italiano che poteva migliorare" che non è stato capito, appare quanto meno presuntuoso . L'Italia calcistica ha sì i suoi difetti, ma è compito di Dani Alves quello di occuparsene? Il terzino brasiliano è stato pagato dalla Juventus per fare il suo lavo...

Quando la Juve annientava il Real

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È la sera del 14 maggio 2003 e allo Stadio Delle Alpi si gioca una partita fondamentale per la stagione della Juventus , la semifinale di Champions League contro il Real Madrid . I blancos  sono favoriti dai pronostici, potendo contare su campioni del calibro di Roberto Carlos, Ronaldo, Zidane, Raul e Figo e sul risultato dell'andata terminata 2-1 per i madrileni.  La Juventus, dal canto suo, vive un periodo di forma eccezionale con un Pavel   Nedved (che non a caso vincerà il pallone d'oro) in stato di grazia e viene da una vittoria insperata col Barcellona. I bianconeri paiono determinati a conquistare la finale, cominciando subito all'attacco. E infatti dopo appena 12 minuti arriva il gol del vantaggio: cross di Nedved dalla destra, assist di testa di Del Piero per Trezeguet che infila in rete. La Juventus gioca un bellissimo calcio e il Real sembra frastornato e sorpreso dalla determinazione dei padroni di casa. Alla fine del primo tempo c'è anche il rad...

Dybala, un astro nascente

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Come si fa a non amare Dybala ? Dybala non è soltanto un eccellente giocatore, Dybala è un artista del pallone , un pittore che dipinge su una tela verde la sua opera. Di calciatori bravi e bravissimi ce ne sono tanti. Di calciatori vincenti pochi. Di fuoriclasse pochissimi. Si chiamano appunto fuori-classe perché sono al di fuori di ogni quotidianità. Il fuoriclasse vive la sua vita (calcistica) al limite, al confine tra il possibile e l'impossibile, tra il pensabile e l'impensabile, ed è per questo che ha a che fare non solo col reale, ma con l'onirico. Egli può essere paragonato non solo a un artista, ma anche a un esploratore, perché il suo mestiere non è soltanto il bello, bensì anche il vero (e le due cose possono coincidere, come teorizzava un grande poeta). Il fuoriclasse infatti svela il lato nascosto della realtà, quello che nessuno conosce e che nessuno arriva a immaginare. Il fuoriclasse è allo stesso tempo inutile ed essenziale. È inutile perché le sue g...